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Torricelli nacque a Faenza, da una famiglia modesta, il 15 ottobre del 1608. La sua istruzione fu curata dallo zio paterno. A 19 anni Torricelli si trasferì a Roma dove trascorse 15 anni sotto la guida di Benedetto Castelli, padre benedettino e amico di Galileo.

Nel 1641 Castelli presentò a Galileo, il manoscritto dell’opera di Torricelli dal titolo: De motu gravium suggerendogli di impiegarlo come discepolo e assistente. Così fu e il 10 ottobre 1641 Torricelli divenne assistente di Galileo.

Galileo morì pochi mesi dopo. Alla sua morte, il Granduca Ferdinando II dè Medici nominò Torricelli suo successore come matematico della Corte, carica che ricoprì fino alla morte, e divenne professore di matematica presso l’Accademia Fiorentina. Fra il 1632 e il 1641 fu attento studioso del moto. Nel 1642, il granduca di Toscana Ferdinando II dei Medici lo nominò matematico del Granducato e Lettore di Matematica all’università di Pisa. Oltre all’attività di matematico e studioso di geometria, nel corso della quale elaborò diversi importanti teoremi egli si dedicò alla fisica, studiando il moto dei gravi e dei fluidi e approfondendo l’ottica.

Torricelli si dedicò inoltre anche allo studio dei fluidi, giungendo ad inventare il barometro a mercuriochiamato “tubo di Torricelli” o “tubo da vuoto di Torricelli” prima della fine del 1644.

Morì a Firenze a soli 39 anni.